La crisi climatica può essere una grande occasione di profitto, competizione geopolitica e guerre, per accaparrarsi le terre. L’economia di guerra, le transizioni digitali ed ecologica, la finanziarizzazione della natura, l’espansione nelle piattaforme continentali, nell’Artico, negli oceani, nell’atmosfera e nello spazio, sono le nuove frontiere dell’accaparramento della terra nel futuro prossimo: un modello estrattivista che continua a caratterizzare i padroni della terra. Si moltiplicano così le zone di sacrificio, le terre ed acque morte, l’espulsione delle comunità rurali e indigene, gli omicidi dei difensori dei diritti umani e dell’ambiente, mentre crescono le disuguaglianze e l’estinzione di specie animali e vegetali. Sono urgenti una reale trasformazione dei modelli di produzione e di consumo, nuove regole e nuove lotte per contrastare le grandi asimmetrie di potere. L’economia circolare non basta. Nuove economie post-crescita e filosofie per la sufficienza e vita buona dovrebbero caratterizzare il dibattito pubblico. Più a fondo è essenziale un cambiamento culturale, evolverci dall’antropocentrismo al biocentrismo.
Andrea Stocchiero è coordinatore di ricerca nel CeSPI e policy officer presso la Focsiv. E’ un economista con oltre 30 anni di esperienza professionale nel campo dell’economia dello sviluppo e della cooperazione internazionale, con analisi su diverse questioni, dall’agricoltura familiare e lo sviluppo locale, al ruolo del settore privato rispetto alle catene del valore, dal fenomeno del land grabbing alle migrazioni, Nelle sue analisi molta attenzione è dedicata alla politica estera dell’UE e italiana, e quindi alla cooperazione internazionale, nel quadro dei nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Ha scritto numerose pubblicazioni sui problemi dello sviluppo e delle migrazioni, sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile, e ha curato per Focsiv i rapporti sui Padroni della terra.